P A R L I A M O N E

30 Gennaio 2009

Archiviato in: Senza Categoria — davideboni @ 3:46 pm

facciamo finta che gli ultimi episodi di stupro non siano stati compiuti da romeni radunati in branco
si, si fa un po’ fatica ma facciamo finta

e quindi parliamo di questi fatti di cronaca in modo asettico…e apolitico
siamo tutti d’accordo che questi episodi sono drammatici e che bisogna fare qualcosa?
bene, se siete d’accordo vi voglio vedere tutti alla manifestazione organizzata domani dall’associazione italiana Vittime della Violenza a Milano.
Tutti.
Uomini e donne, giovani e meno giovani.
perche’ questi bastardi prima di violentare una donna non le chiedono cosa vota, no, la prendono, le danno un fracasso di botte e via a turno la violentano.
al limite, si possono chiedere, come hanno fatto quei bastardi che hanno assalito la coppia di Roma, se il ragazzo sta o no nel baule mentre violentano la ragazza.

Un plauso alla dichiarazione del Ministro Alfano per l’intenzione di concedere il patrocinio gratuito per le vittime delle violenze sessuali.

bene, finito il “facciamo finta che”
torniamo alla realtà dei fatti
la realtà e’ che a parte lo stupro di capodanno a roma, compiuto compiuto da un italiano, gli ultimi casi di stupro sono stati compiuti da immigrati. radunati in branco.
Non tutti gl iimmigrati sono stupratori e violenti, vero  ma è anche vero che molti degli autori di questi stupri sono immigrati.
ed a chi mi dice che molti stupri e violenze sulle donne sono commessi da italiani, beh.. allora visto che abbiamo già del nostro da sistemare possiamo evitare di importare anche i bastardi degli altri paesi?
Non me ne frega niente della “costernazione” del ministro degli esteri romeno Diaconescu, mi interesserebbe pero’ capire meglio cosa intende quando afferma che il governo romeno continuerà a dare “la piena disponibilità di Bucarest a collaborare per contrastare con decisione i fenomeni criminali di cui si rendessero responsabili, in Italia, cittadini rumeni”.
Vuol dire che se li riprende indietro? che ci pensano loro a fargli scontare la giusta pena in galera?
no perche’ quando noi della Lega avvertivamo dei pericoli ad aprire le frontiere alla romania… alè tutti a darci al solito dei razzisti, il governo di bucarest indignato..
ora però i fatti ci danno ragione
ancora una volta ci danno ragione
purtroppo.
e comunque.. italiani o immigrati.. questi bastardi lasciamoli in mano alla folla
anche solo per cinque minuti…

 

Vi ricordo:

L’Associazione Italiana Vittime della Violenza,invita tutti, a partecipare alla manifestazione contro la violenza, il giorno Sabato 31 Gennaio alle ore 14.00 , davanti a Palazzo Marino ,in via Piazza della Scala a Milano.

Io ci sarò: Associazione Italiana Vittime della Violenza

Archiviato in: Senza Categoria — davideboni @ 2:29 pm

121L’Associazione Italiana Vittime della Violenza,invita tutti, a partecipare alla manifestazione contro la violenza,il giorno Sabato 31 Gennaio alle ore 14.00 , davanti a Palazzo Marino ,in via Piazza della Scala a Milano.

Questa manifestazione è fortemente voluta da tutti ,Associati e non, per smuovere le coscienze in fatto di omicidio e per la certezza della pena.
Visti gli ultimi episodi di aberrante violenza, partecipiamo numerosi a questa manifestazione, non diamo spazio a questa piaga sociale.
L’Associazione ringrazia tutti i partecipanti
Paola Caio

Ricevo e pubblico da Stefano: dei diritti..e del rovescio

Archiviato in: Senza Categoria — davideboni @ 2:17 pm

Ogni fatto di cronaca giudiziaria è occasione, per molti uomini politici, di tornare a parlare del problema giustizia in alcuni dei suoi aspetti: la certezza della pena, i tempi lunghi per una sentenza, a voler tacere di molto altro.
E l’episodio dello stupro a Roma non ha fatto eccezione.
Sono due le osservazioni che mi permetto di approfondire in queste poche righe.
La prima attiene al contesto storico-normativo del nostro paese in ambito penalistico; non si può, infatti, prescindere (o in alcuni casi far finta di dimenticare) delle radici illuministiche del nostro codice, poi trasferite nella Costituzione.
Senza voler entrare nel problema della devianza alla criminalità, il nostro sistema è lontano, molto lontano, dal quel concetto “arresta il delinquente, processalo e butta la chiave della cella!”.
Così scriveva sul punto Piero Calamandrei: “Ricordarsi che il processo è essenzialmente studio dell’uomo; non dimenticarsi mai che tutte le nostre simmetrie sistematiche, tutte le nostre elegantie juris, diventano schemi illusori se non ci avvediamo che al di sotto di essi, di vero e di vivo, non ci sono che gli uomini, colle loro luci e le loro ombre, con le loro virtù e le loro aberrazioni”.
Che piaccia o meno, il cuore del nostro sistema sanzionatorio si poggia sul fatto che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato (art. 27 Costituzione).
Ne deriva un’insieme di norme, direttive, circolari che devono trovare applicazione ogni qual volta la normativa lo consente: ad esempio, il comportamento processuale dell’imputato (come l’ammissione di colpevolezza) è condizione per la concessione delle attenuanti generiche che prevedono la riduzione della pena.
Nel caso accaduto a Roma, le critiche più feroci sono state indirizzate al Giudice per le indagini preliminari colpevole – a detta di molti – di aver concesso gli arresti domiciliari all’autore del crimine, violando così il principio della “certezza della pena”.
Ma la pena è certa; sono semmai i benefici premiali che il nostro sistema prevede per i principi già ricordati che la diminuiscono.
Si finisce, quindi, per criticare un giudice, strumentalizzando il suo operato, senza però riflettere in quale contesto normativo lo stesso è chiamato a operare.
Faccio un esempio.
Noi potremmo discutere per giorni per decidere di cosa “fare” di un terreno sito in un certo comune; possiamo costruire case, fabbriche, renderlo agricolo, farci una strada e magari arrivare a criticare un Sindaco per la scelta fatta; ma se non affrontiamo il problema pensando che quel terreno è inserito in un certo piano regolatore (ora PGT) e che questo piano detta le regole anche per quel terreno, noi discuteremo per ore di aria fritta e soprattutto criticheremo senza costrutto.
E’ così sta accadendo sul caso Roma.
Anche perché, e questo viene sempre più spesso dimenticato, fin dai tempi del Beccaria si giunse alla conclusione che non è la gravità della sanzione che mette in condizione il criminale di non determinarsi a commettere il reato od a non farsi attrarre dal “fascino del male” (la frase è del Prof. Fornari che periziò Luigi Chiatti); e le riflessioni del Beccaria si focalizzavano sull’efficacia, o meno, della sanzione pena di morte.
“Questa inutile prodigalità di supplizi – scriveva il grande milanese – che non ha mai reso migliore gli uomini, mi ha spinto ad esaminare se la pena di morte sia veramente utile e giusta in un governo bene organizzato.”
Rimango pertanto stupito di giudizi critici su questo o quel magistrato; sarebbe più logico inquadrare il dibattito su altri temi, ben più profondi (anche se oggi tutti parlano del problema intercettazioni) e volti a scardinare il meccanismo, a volte perverso, di un sistema penale più vicino al criminale che alla sua vittima.
Trovo così occasione di introdurre la seconda riflessione, che altro non è che una presa d’atto su una certa classe politica che, se oggi urla e parla di “sistema ingiusto”, solo nel 2006 votava a favore dell’indulto.
Ma si badi: tra molti reati esclusi dal beneficio dello sconto di pena (3 anni) non c’era e non c’è l’omicidio volontario.
Ecco perché si è tornati a parlare di Luigi Chiatti (mostro di Foligno); i suoi legali chiesero lo sconto di pena.
Così faranno i legali della Franzoni.
E stiamo parlando di soggetti condannati con sentenze passate in giudicato.
La scelta ancora oggi non è chiara; è stata una dimenticanza o volontà?
In ogni caso, le conseguenze, anche politiche, sono molto più gravi che applicare una misura cautelare non estremamente rigorosa (ma pur sempre fortemente limitativa della libertà personale) in attesa del processo vero e proprio.
Fa eccezione, e di questo sono felice, la Lega Nord che fu l’unica a dirsi contro all’indulto.
Auspico, pertanto, che quel percorso già intrapreso due anni or sono venga proseguito, stravolgendo la piccolezza degli interventi di questi giorni, per dar corso ad una vera rivisitazione del nostro sistema penale e dell’annoso problema del rapporto tra carcere e società.

ricevo e pubblico da Roberto M.

Archiviato in: Senza Categoria — davideboni @ 2:16 pm

è nostro..Tutti noi almeno una volta nella vita, per un motivo o per un altro, ci siamo sentiti orgogliosi di essere rappresentati da questa Bandiera
il nostro paese effettivamente qualche problemino ce l’ha…ma solo sentendoci parte di questi semplici colori potremo riuscire a fare qualcosa di buono per la nostra italia..il nostro orientamento politico non ha importanza quando si parla del bene dell’italia..dobbiamo impegnarci tutti…per il nostro tricolore..

Missione:
… il tricolore nella nostra vita quotidiana… Bye Bye CAI!

29 Gennaio 2009

E bravo il Bobo

Archiviato in: Senza Categoria — davideboni @ 12:58 pm

In tutte le trasmissioni a cui partecipo, giustamente o meno (propendo per la seconda ipotesi), arriva sempre la telefonata dell ‘ex-Leghista (così si professano) di turno che mi lancia anatemi e maledizioni dicendo che non stiamo facendo nulla contro l’invasione degli immigrati, in particolare quelli di Lampedusa….
Oh, oh, oh, leggendo oggi i giornali e vi invito cordialmente a leggerli, vedo una notizia che mi riempie il cuore ( non a me, io so che uomo è Maroni, ma in modo particolare a tutti i Padani di poca fede) che da oggi, anzi da ieri, si comincia con mandare indietro gli irregolari tunisini…circa 1000.
Due scaglioni, i primi 500 in due mesi e poi gli altri…e si comincia.Bhe qualcuno può dire che sono pochi, qualcun altro che era ora, io ritengo che le cose fatte bene e l’impegno del ministro Leghista è un fatto di importanza fondamentale. Avanti si torna a casa, ma soprattutto per noi, si continua a lavorare per dare le risposte che tutti ci chiedono. Magari con buona pace di quella frangia che continua a riempirci la testa dicendo che sono risorse che vengono a pagarci le pensioni…eheheh infatti….
Altro che kakà il nostro fuoriclasse è il Bobo….Maroni naturalmente.
con affetto
Db

P.S. e pensate che la Cgil, non trovando evidentemente nulla di meglio da fare, sostiene che i risultati portati a casa da Maroni non sono altro che una manovra propagandistica antimeridionalista a uso e consumo della Lega Nord…mah…qualcuno dovrebbe spiegare loro cosa significa “clandestino”, perchè qui non ci siamo proprio….

28 Gennaio 2009

attenzione!

Archiviato in: Senza Categoria — davideboni @ 5:43 pm

ehy ragazzi, tenetevi ben strette le vostre sedie sotto le chiappe…
o rischiate che qualche romano ve la scippi e buonanotte ai suonatori

avete visto?
poche idee ma abili copiature

hanno iniziato con il festival del cinema
perche’ roma è capitale e una capitale non puo’ non avere il festival del cinema internazionale, dice Veltroni
e allora via, che hanno rubato format e idee a Venezia ed ecco spuntare il festival internazionale del cinema a Roma.
poi l’aereoporto
perche’ roma è capitale ed una capitale non puo’ non avere un aereoporto internazionale
ed allora via, sposta Alitalia, chiudi Malpensa affossa Linate

ora salta fuori che roma è capitale e non puo’ non avere il gran premio di formula uno
non importa se storicamente il gran premio d’italia si corre dal 1925 a Monza, non importa se ogni anno a Monza vengano imposti allargamenti e stringimenti perche’ tutto deve rispettare severe norme di sicurezza
no, qui stanno pensando bene di creare un circuito cittadino nella città di roma.

Se da un lato sono orgoglioso che questi romani vengano a copiare su da noi al nord…dall’altra mi sembra un po’ di essere tornati al tempo degli imperi dove gli stati satellite venivano derubati dei monumenti che venivano utilizzati per abbellire la città imperiale

se in piu’ ci vogliamo mettere che siccome roma e’ roma ed è la capitale (eccheppalle!…scusate ma quando ci vuole..) e’ l’unica città che puo’ permettersi di non rispettare il patto di stabilità..
come la mettiamo?
se deve copiare ed arraffare tutto, inizi anche a copiare la buona amministrazione degli enti locali del nord e s’impegni a rispettare il patto di stabilità esattamente come è richiesto a tutti i comuni d’italia.

27 Gennaio 2009

sono estasiato.

Archiviato in: Senza Categoria — davideboni @ 5:19 pm

avete presente il film Frankestein junior quando il dottore esclama “si-può-fare?”

ecco. la stessa cosa ho pensato io leggendo la notizia che arriva dalla ridente cittadina toscana di Lucca, che spicca nella rossa toscana per la sua giunta di centro-destra.

Bene, nel nuovo regolamento approvato in consiglio comunale giovedì scorso, e’ stata inserita una clausola rivoluzionaria! e mi sembra davvero strano di non vedere articoloni che attaccano questa decisione sbandirando sdegno, rammarico e dagli al razzista culinario.

cosa hanno deciso?
Tenetevi..  nel centro storico del capoluogo toscano (e per centro storico si identifica l’area di 4 km quadrati dentro le famosissime mura) ..recito testualmente “al fine di salvaguardare la tradizione culinaria e la tipicità architettonica, strutturale, culturale, storica e di arredo non è ammessa l’attivazione di esercizi di somministrazione, la cui attività svolta sia riconducibile ad etnie diverse”. 
Attenzione perche’ c’e’ una chicca straordinaria.. nel regolamento è stata inserita la clausola che prevede che menù deve essere proposto almeno un piatto tipico lucchese, preparato esclusivamente con prodotti tipici della provincia di Lucca.
Se qualcuno di voi è stato a Lucca si ricorderà che è una splendida cittadina con un centro storico ottimamente conservato rispettando le antiche architetture e, questo nuovo provvedimento, non potrà far altro che garantire la conservazione e l’unicità che tradizionalmente la contraddistingue.

credo che sia un punto di riflessione su cui tutte le amministrazioni dovrebbero soffermarsi a pensare prima che sia troppo tardi, prima che qualcosa di diverso s’insinui nella tradizione che deve essere conservata ed esaltata e rispettata. prima che sia troppo tardi.

il giorno della memoria

Archiviato in: Senza Categoria — davideboni @ 4:20 pm

Ecco il testo del telegramma che ho inviato agli amici della Comunità Ebraica di Milano:

“Partecipo alla commemorazione della nona ricorrenza del Giorno della Memoria, nel ricordo della Shoah e delle vittime della persecuzione razziale e delle deportazioni.
Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario.”

Per chi non lo sapesse, il Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazismo e del fascismo, dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.
Il testo dell’articolo 1 della legge così definisce le finalità del Giorno della Memoria:
“La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”

La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945 quando le truppe sovietiche dell’Armata Rossa nel corso dell’offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Oswiecim (nota con il nome tedesco di Auschwitz), scoprendo il suo tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l’orrore del genocidio. Decenni dopo, grazie alla caduta del muro di Berlino e all’apertura anche del mondo ex sovietico, il mondo saprà che altri milioni di persone sono state vittime delle deportazioni nei famigerati gulag degli stermini operati dalla dittatura comunista in Russia e negli Stati controllati.

 

 

Mechiorre Gioia

Archiviato in: Senza Categoria — davideboni @ 3:28 pm

Centro di Milano, viale Mechiorre Gioia, uscita metropolitana Gioia.
da qualche tempo questo parcheggio, che per i soliti milanesi fortunati, è a pagamento (strisce blu) è diventato anche un’area di sosta camper.
Sempre degli stessi due camper, per essere piu’ precisi.

Visto che i milanesi non si fanno mancare niente, ovviamente da questi camper non scendono buffi giapponesi con le macchine fotografiche in mano o pittoresche signore inglesi (eh no! quelli sono ligi al dovere e se mai dovessero viaggiare in camper, lo parcheggerebbero ben dentro le strisce in qualche area attrezzata ad hoc)…ma escono una serie di brutti ceffi (e brutte ceffe) che senza curarsi del viavai dei milanesi che passano di li si fanno gli affari loro tipo cambiarsi d’abito “en plein air“, stendere i panni e se, siete cosi fortunati da passare di li mentre stanno cucinando, sentirete degli odori che vi perseguiteranno per le successive tre notti.

qualcuno di voi sai se ci sono altre aree di parcheggio dove si sta manifestando questo inquietante fenomeno?

fatemi sapere.

26 Gennaio 2009

Lampedusa

Archiviato in: Senza Categoria — davideboni @ 12:49 pm

la prima cosa che mi viene in mente sui fatti di lampedusa è “via a casa”

La seconda, che forse dovremmo evitare di mandare sui canali satellitari trasmissioni tipo “carramba che sorpresa” perchè evidentemente alimentano sogni di speranza del tutto infondati..
questi tipi non contenti di non essere presi a fucilate come farebbe il governo spagnolo, non contenti di essere più o meno gentilmente allontanati dalle coste come farebbe Malta, non contenti di essere in qualche modo vivi e lavati vestiti e rifocillati.. no questi cosa fanno: manifestano per le via di lampedusa al grido di libertà libertà chiedendo a gran voce il trasferimento in altri ctp.

ecco io la libertà gliela darei caricandoli su una bella nave (che l’aereo è troppo piccolo, su uno non ci stanno tutti e fare piu’ viaggi costa e di soldi da spendere qui non ce ne sono) e via.. li spedirei a casa loro.. ovunque sia.

Nell’attesa magari li farei pernottare nel giardino di Franceschini o del sindaco o magari di qualche collega che incontro in TV del partito democratico e/o di qualche partito comunista (ce ne sono cosi tanti e dai nomi cosi coloratamente articolati che non mi basta il blog)

con grande voglia di liberta, la nostra
db

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