ricevo e pubblico da Laura M.
“Discorrendo sulle varie simbologie della Bandiera dell’unione Europea, ci siamo imbattuti ancora una volta nel relativismo progressista e buonista che ormai ha inevitabilmente soggiogato la nostra forma mentis.
Il numero di stelle sulla bandiera non è legato al numero di stati membri dell’UE, infatti, le stelle, non rappresentano gli stati ma sono un simbolo antico di armonia e solidarietà a indicare appunto l’armonia e la solidarietà che vi deve essere tra i paesi europei.
Questo è quello che si preferisce indicare nei contenuti della costituzione dell’unione europea.
Non si fa alcun accenno alle radici giudaico-cristiane della coscienza europea, perché?
Perché ancora una volta l’oscurantismo relativista ha avuto la meglio. Perché non abbiamo avuto il coraggio di dire –NO, NOI NON CI STIAMO!, certo questa è la via più difficile, “la strada meno battuta” ma è il voler riprendere la nostra identità, la nostra cultura e le nostre tradizioni!
Ci viene in mente allora che la scelta della bandiera avvenne tramite un concorso che fu vinto dal disegnatore cattolico francese Arsène Heitz. Il significato della bandiera, infatti, riprende un’immagine della devozione alla Madonna propria del dodicesimo capitolo dell’Apocalisse:”Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una Donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle”.
Anche questo fatto però è stato messo a sottacere, non sia mai!
Meglio aprirsi al dialogo con l’Islam, così, alla rinfusa…con interlocutori (quali poi?) che ci considerano come il male dilagante proprio per le nostre NON prese di posizione.
Nel suo romanzo “1984″ Orwell indica come una delle caratteristiche più tipiche dei totalitarismi la volontà di riscrivere il passato per modellarlo sul presente. Se questo è vero, tutto ciò di cui sopra dovrebbe inquietare tutti, credenti e non credenti.
Si potrebbe dissentire che, alla fine, nel “Preambolo” si è preferito tacere, oltre che del cristianesimo, di qualunque altra matrice spirituale e culturale.
Ma proprio questo è il totalitarismo culturale di cui oggi siamo vittime: quello di un pluralismo, di un relativismo che annienta ogni tradizione, ogni identità.
E’ quindi frutto della cultura illuminista radicale che, “taglia coscientemente le proprie radici storiche privandosi delle forze sorgive dalle quali essa stessa è scaturita” (così afferma Benedetto XVI nella sua conferenza del 1 aprile 2005 a Subiaco), è il vero nemico dell’Europa e le impedisce, per il proprio intrinseco relativismo, di individuare alcuni capisaldi etici condivisi che servano da guida nel confronto con altre civiltà.
Dobbiamo proseguire tacendo per paura di essere additati come razzisti ? Dobbiamo allora interloquire con chi non può confrontarsi con noi?
Questo non è il tempo del compromesso, questo è il tempo della fermezza, è il tempo della chiarezza, prima infatti dobbiamo avere il coraggio di dire NO con fermezza all’assimilazionismo, al multiculturalismo confuso,al nichilismo e relativismo imperante!
“Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: “La Scrittura dice:La mia casa sarà chiamata casa di preghierama voi ne fate una spelonca di ladri”.”(Mt 21, 12)”