P A R L I A M O N E

4 Novembre 2007

Immigrazione e sicurezza

Archiviato in: Senza Categoria — davideboni @ 12:47 am
Non credo o, meglio, non vorrei credere che ci possano essere vittime di serie A e B ma, a quanto pare, qualcuno o qualcosa a Roma ha fatto la differenza.

All’improvviso, anche Veltroni da neo-leader del PD, si è svegliato dal suo torpore di sindaco di Roma e, illuminato sulla via di Tor di Quinto (che, tristemente, di illuminato non ha nulla), ha miracolosamente contagiato con la sua nuova smania di sicurezza l’intero consiglio dei ministri che, nel giro di qualche ora, trasforma ed estrapola dal disegno di legge sulla sicurezza un frettoloso decreto legge sulle espulsioni immediate che, guarda caso, anche il Presidente Napolitano, trova inoppugnabile e si affretta a firmare.

Succede a Treviso che due pensionati siano trucidati in casa loro (lei violentata con una spranga di ferro), succede che i nostri quotidiani locali siano ormai bollettini di guerra sulle azioni più o meno efferate compiute da immigrati più o meno extracomunitari e succede che, davanti alla richiesta di maggior impegno sulla sicurezza avanzata dai sindaci del Nord, Moratti in testa, ci si senta rispondere di smetterla di fare i piagnoni.

Ripeto, non credo e non vorrei credere che la sicurezza a Roma sia più importante che a Treviso ma, se persino Cacciari, sindaco di una giunta di centrosinistra a Venezia, intervistato da “Il Giornale” rileva che le denunce del Nord non suscitarono in Prodi lo stesso allarmismo… beh è evidente che non solo a me, qualcosa non torna.

E sto parlando dello stesso Prodi che, dieci mesi fa, gongolava felice all’entrata della Romania nella Ue. Un’entrata veloce, dettata da ragioni economiche, più tesa a seguire l’idea di libero mercato che attenta ai reali problemi di ordine pubblico e di sicurezza che l’allargamento ai paesi dell’Est avrebbe inevitabilmente portato.

Ed è sempre questo stesso Prodi, così europeista, che potrebbe spiegarci perché in Italia, a tuttoggi e soprattutto dopo quello che sta succedendo, non sia stata ancora interamente recepita la direttiva comunitaria sull’immigrazione nè variata la clausola di ‘standstill’, quella stessa clausola che viene applicata dai principali paesi comunitari (anche quelli di sinistra come la Spagna) proprio per fermare l’arrivo in massa di romeni, bulgari e zingari, approvata dal governo Berlusconi ma cancellata da Prodi che liquidò come assurda la possibilità di un’invasione.

Questo, insieme ai ‘ma-però-forse” che si stanno levando dalla sinistra più estrema a seguito di questo decreto legge sulle espulsioni immediate, mi fa sorgere il dubbio che evidentemente questo governo e questa sinistra proprio non riescano a superare il buonismo ed il lassismo con cui affrontano i problemi che inevitabilmente l’immigrazione irregolare porta sul nostro territorio.

La sicurezza è un diritto ed in quanto tale deve superare gli schemi ideologici ed essere garantito.

Un diritto senza se e senza ma (per usare parole già sentite in battaglie per i diritti inalienabili, cosi magari ci capiamo meglio).

Un diritto sacrosanto per cui noi, noi della Lega, da sempre ci battiamo, perché la sicurezza sul territorio non è solo un problema di ordine sociale ma anche di coesione sociale e lo dimostrano le telefonate che ricevo in trasmissione da romeni immigrati regolarmente nel nostro paese che ci chiedono di chiudere le frontiere perché loro stessi si sentono minacciati dai loro connazionali irregolari.

Perche’ essere irregolari, non avere un lavoro, non avere una casa vuol dire vivere inevitabilmente di espedienti illeciti ed ai margini della società, in bidonville fatte di baracche di cartone mischiato a sporcizia senza le più elementari forme di igiene.

E basta nascondersi dietro a falsi buonismi, perche’ e’ questo quello che in realtà succede: non integrazione ma emarginazione e disperazione.

Quindi fermiamoci un attimo.
Chiudiamo le frontiere e facciamo il punto della situazione.
Applichiamo le leggi che già ci sono e che per qualche strano motivo non vengono applicate. Rispediamo nei loro paesi tutti gli irregolari, smantelliamo i campi abusivi e le baraccopoli e cerchiamo finalmente di fare chiarezza su questo fenomeno che ormai e’ diventato un’emergenza che se non adeguatamente presidiata non potrà far altro che peggiorare portando sempre piu’ degrado sul nostro territorio e mettendo in serio pericolo la nostra quotidianità fino a minacciare di nuovo le nostre stesse vite.

E soprattutto attenzione a chi ci vuole far credere che anche l’allargamento alla Turchia sia un’altra irrinunciabile occasione.
no, grazie.
di queste occasioni ne vogliamo fare a meno, visti i risultati.

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