Solo in Italia si ha la possibilità di fare di un assassino un martire.
prendiamo la Diana Blefari Melazzi: era una brigatista, aveva avuto il ruolo di staffetta nell’omicidio Biagi, era stata condannata all’ergastolo ma si è suicidata perchè non ha avuto la forza di rassegnarsi alla condanna.
Per quel che mi riguarda, nessuna pietà per gente che uccide “vigliaccamente” persone inermi.
Ma Diana Blefari Melazzi era qualcosa in piu’… era quella che ha dichiarato agli inquirenti che se avesse avuto fra le mani Marco Biagi, prima di ucciderlo, lo avrebbe torturato.
Dobbiamo ricordarci di questi fatti, della storia completa.. di chi è stato Caino e di chi era Abele
Perchè qualcuno ci vuol provare a propinare che, Diana Blefari Melazzi, è una vittima: no, era una delinquente capace di partecipare all’uccisione di una persona assolutamente inerme ma assolutamente incapace di accettare la condanna.
Tutto sommato una vigliacca.
6 Novembre 2009
ricordiamo sempre bene i fatti
un altro tentativo di stupro
ennesima violenza a Milano.
i dati parlano forte e chiaro: su 41 episodi accaduti a Milano, 35 sono stati commessi da stranieri, 22 da nordafricani.
e c’e’ chi continua a volerci parlare di integrazione …
5 Novembre 2009
ricevo e pubblico: da Roberto M.
C’è un fil rouge che unisce queste quattro persone Gustavo Zagrebelsky , Adel Smith , Luciano Muhlbauer e Soile Lautsi Albertin fenomeno italo-finlandese di Abano Terme anti crocefisso . Sarà anche una teoria bislacca , ma i quattro hanno in comune , non uno , ma un doppio fil rouge ; il primo è che sono italiani acquisiti (di prima seconda o terza generazione non ha importanza , fatto stà che non sono autoctoni ) , il secondo è che , nei rispettivi campi , fanno solo ed esclusivamente danni . Se questi sono i risultati dell’integrazione , mi pare un ottimo motivo per piantarla lì , per evitare che nel futuro i danni aumentino in maniera esponenziale . Prevenire è meglio che curare !
Roberto Manzoni MILANO
4 Novembre 2009
convegno Libertà e Futuro
“Islam e Mondo Occidentale – Immigrazione, integrazione, sicurezza per una nuova politica del territorio”
3 Novembre 2009
dalla finlandia con orrore
Ecco.. sono queste le cose che dovrebbero farci riflettere prima di parlare di dare la cittadinanza italiana a chicchessia…
Se uno chiede la cittadinanza italiana deve sapere che acquista tutto il pacchetto.. oneri, onori, gloria e tradizioni…crocifisso compreso. Altrimenti, grazie ma di cittadini ne abbiamo già.
Avere la cittadinanza dovrebbe essere un onore conquistato non un orpello che capita per caso per matrimonio o per altre casualità.
Altrimenti succede quello che sta accadendo con Soile Lautsi Albertin, cittadina italiana ma originaria della finlandia, che fa parte, pare, dell’unione degli atei e agnostici e che ha deciso che nell’italianissima scuola veneta frequentata dai sui figli non devono essere presenti crocefissi.
E ne è talmente convinta che anno dopo anno, sentenza dopo sentenza ,è arrivata fino alla corte di Strasburgo.
Non deve avere molto da fare e nessun altro problema la signora per imbarcarsi in una crociata di questo tipo… che vuoi che sia se pensi a come arrivare a fine mese, a far quadrare le spese, alla cassa integrazione.. tanto piu’ che essendo atea o agnostica o quel che è che gliene frega a lei del crocefisso?.. visto che non crede…dovrebbe considerarlo un suppellettile ancor ameno importante di un mestolo da cucina.
E così oggi è arrivata la sentenza: la corte europea dei diritti dell’uomo dice no ai crocefissi nelle aule scolastiche.
Mi sento indignato ed offeso da una sentenza di questo tipo che cerca di frantumare una tradizione secolare in nome del modernismo, vedo la nostra cultura e la nostra storia cambiare ma non perché siamo noi a volerlo ma perché qualcun altro .. che non ha nemmeno la nostra storia e le nostre tradizioni… ci viene a dire che è sbagliato.
Non bastavano i musulmani.. ci volevano anche le bionde finlandesi a venirci a spiegare me fa rampigà i gatt ..
2 Novembre 2009
“Islam e mondo occidentale”
Stradella
Sembra che la famiglia con cui era in corso la faida non c’entri nulla nel massacro di Stradella.
La famiglia no ma a quanto pare la faida c’entra.
Eccome se c’entra.
Da mesi ormai era un susseguirsi di agguati e ferimenti, di violenze e litigi, danneggiamenti, bastonate, pistole e risse nei bar e sprangate che volano nel piazzale della stazione.
Vi sto parlando di Stradella e non di qualche cittadina malfamata o di qualche film del far-west.
Stradella che, per chi non la conosce, è una ridente piccola cittadina immersa nella campagna dell’oltrepo pavese famosa per il vino.
Pare che la faida fosse proprio il motivo di gravi litigi tra i due fratelli Melyschi e pare che la donna uccisa insieme alla sorella ed a una bimba di tre anni, volesse rispedire in albania il cognato che riteneva fosse il bersaglio di questa faida.
Pare che il cognato non fosse cosi tanto d’accordo e per togliere ogni dubbio alla cognata ha pensato di bene di ammazzarla, insieme alla figlia ed alla sorella (che sembra fosse la fidanzata).
Perché è cosi che si risolvono i problemi in famiglia, no?
E dato che non ne abbiamo già abbastanza delle faide di mafia e di camorra di ‘ndrangheta …. Mi sembra giusto non farci mancare nemmeno quelle degli albanesi.
Vorrei sentire cosa ne pensate voi….
27 Ottobre 2009
A BARLASSINA…”MANGIA SANO, MANGIA PADANO”!
Un’iniziativa importante, quella che si è svolta presso un noto supermercato di Barlassina, finalizzata a portare sulle nostre tavole prodotti lombardi di alta qualità, tutelando quanto di più prezioso sa offrire il nostro territorio.. Lo slogan “mangia sano, mangia padano” non può quindi che trovarci pienamente d’accordo! Presenti alla manifestazione, il nostro Segretario federale, Min. On. Umberto Bossi, il Ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia, e il Ministro per la Semplificazione Normativa, Roberto Calderoli…
Un modo innovativo e simpatico per portare anche in cucina le nostre radici culturali, senza farci travolgere da prodotti che nulla hanno a che vedere con il nostro patrimonio storico, scegliendo quindi la qualità della nostra terra!
DB
ricevo e pubblico: Chi sono i veri razzisti?
In quanto leghista vengo spesso accusato, direttamente o indirettamente, di essere razzista quindi ho cercato il significato di questo termine.
Sull’enciclopedia online Wikipedia si trova questa definizione di razzismo: Nella sua definizione più semplice, per razzismo si intende la convinzione che la specie umana sia suddivisa in razze biologicamente distinte e caratterizzate da diversi tratti somatici e diverse capacità intellettive, e la conseguente idea che sia possibile determinare una gerarchia di valore secondo cui una particolare razza possa essere definita “superiore” o “inferiore” a un’altra.
Un’altro testo dà questa definizione: Insieme di teorie e comportamenti basati su una presunta divisione dellumanità in razze superiori e razze inferiori. Secondo le teorie razziste il patrimonio biologico determinerebbe, oltre ai comportamenti individuali, gli sviluppi (culturali, politici, economici ecc.) dei gruppi e delle società. Stabilendo questa connessione fra tratti razziali ed evoluzione sociale, le concezioni razzistiche ritengono superiori le razze in grado di costruire società più evolute.
Leggendo questi risultati ho la conferma del fatto che non mi comporto da razzista e che nemmeno nelle idee e nelle proposte portate avanti dalla Lega Nord ci sono gli estremi per giustificare quest’accusa tanto grave. Non posso però fare a meno di collegare queste definizioni a comportamenti messi in atto da alcuni personaggi, che molto spesso sono gli stessi che parlano di deriva razzista per attaccare la Lega, ed a questo proposito voglio portare alcuni esempi. Molti intellettuali di sinistra definiscono gli esponenti leghisti, e spesso anche gli elettori, inferiori culturalmente, rozzi, ignoranti, ridicoli, solo per il fatto di avere un’idea politica diversa dalla loro. I membri dei centri sociali si accaniscono contro esponenti e sedi leghiste o di altri partiti avversari, compiendo atti vandalici e violenti che in molti casi, oltre ai danni materiali, hanno provocato feriti più o meno gravi, per non parlare dei loro desideri di cancellare dalle carte geografiche interi Stati nemici. Rappresentanti della religione Islamica considerano coloro che praticano una fede religiosa che non sia la loro dei CANI INFEDELI che, in quanto tali, non meritano rispetto ma punizioni. Io considero razzisti anche tutti quelli che, con la finte scuse della tolleranza e dell’accoglienza, strumentalizzano gli immigrati trattandoli da inferiori e definendoli “poveretti stranieri” (meglio se di colore perchè li fanno apparire più buoni) e ne prendono le difese anche quando si comportano in modo maleducato o addirittura illegale. Personalmente voglio essere libero di dire bravo a chi si comporta bene o di criticare chi non rispetta le regole di civile convivenza, indipendentemente dallo Stato di nascita, dal colore della pelle e dalla fede religiosa.
Marco Scaglia












